Simpatici si diventa
Perché seguire una newsletter che ti insegna l'umorismo ti può essere utile
Buondì,
siamo già a metà luglio e anche a Genova durante il giorno c’è il silenzio appiccicoso e assordante delle mattinate estive.
Sono stata a diversi festival in questi giorni per presentare il mio libro (questo ) e per parlare di umorismo. E una delle obiezioni più ricorrenti è sempre:
Ma l’umorismo non si impara! O ce l’hai o non ce l’hai
Quando parlo di “allenare l’umorismo” o “insegnare l’umorismo” addirittura le persone protestano. Non ci stanno. No no l’umorismo è un dono. Non diciamo sciocchezze. Mia zia ce l’aveva e io proprio no.
Eppure mi permetto di dissentire sonoramente dall’alto dei miei ormai diversi anni di palco e di insegnamento. Si insegna la matematica, l’italiano, la musica, impariamo a correre le maratone, a vestirci meglio, a parlare altre lingue ...perché non si dovrebbe poter imparare a essere più simpatici?
Come tante altre competenze l’umorismo
Ha delle sue regole (che se mi segui probabilmente hai imparato a conoscere: la regola del tre, lo spiazzamento, l’esagerazione, il call back...). Mi azzarderei a dire, se ci sono esperti di linguaggio in linea correggetemi senza timore, che ha una sua grammatica.
Prevede un miglioramento se esercitato. Vorrei farvi vedere i primi monologhi scritti da comici che ora sono considerati incredibili...
Si nutre dell’esposizione continua. Guardare tanti video comici, come vivere all’estero per l’inglese, porta a un miglioramento esponenziale perché interiorizziamo le strutture pur senza magari saperle nominare.
E’ chiaro che una dotazione di base o un esercizio in età precoce, due elementi che non sono facilmente distinguibili se non con ricerche davvero complesse, avvantaggiano la persona.
Nessuno diventa Mozart se nasce stonato in una famiglia che non ascolta mai musica.
Ma migliorare la propria dotazione di base di umorismo si può e si può in ogni momento.
Ora, vista l’invasione di stand up comedian che colonizzano qualunque palco o non-palco negli angoli di ormai ogni città, non vorrei incoraggiare la popolazione italiana a provare in massa la strada della comicità di professione. Anche perché si parla di una vita di incertezze, ferite narcisistiche, lavoro su se stessi che non consiglio a tutti.
Quello che voglio ricordarvi è che potete coltivare la vostra simpatia cercando di capirne le regole, praticandola più spesso che potete anche a costo di sbagliare, esponendovi (ed è pure piacevole) all’ascolto di tanto materiale comico di tipo diverso, creando un vostro piccolo repertorio di battute da riutilizzare nelle varie occasioni.
Ogni tanto mi piace ripeterlo, perché possiate davvero pensare che tutti gli spunti che ci sono in questa newsletter sono davvero pensati non per chi già fa il comico di mestiere ma proprio per quelli che, come me anni fa, non hanno mai pensato nella vita di poter far ridere qualcuno se non cadendo di faccia in una torta con la panna.
Potete diventare più simpatici. E questo renderà la vostra vita migliore e più leggera.
Ve lo assicuro.
Come sempre ti ricordo dove possiamo vederci dal vivo nei prossimi giorni
Ci scriviamo la prossima settimana!
Laura



